l’ho fatto: sono entrato dentro CSE, il motore di ricerca personalizzato che Google offre. Sì, gratis, ma forse non è questo il punto.
>Co-op tutti se la ricordano come codici assurdamente difficili, fogli di calcolo e altre cose completamente dure da digerire, almeno per me. Eppure io a stà Co-op, da quando è nata (in modo assolutamente sottotono rispetto al quello che effettivamente vale), ci ritorno sempre. Ho passato le ore a leggere e rileggere, per poi mollare il colpo. Tempo due giorni ci facevo ritorno. A me certe frasi come “aiutare Google ad offrire risultati sempre migliori” fanno effetto. Perché ci credo, sarò rana, ma ci credo. E così come Google si offre, in ogni modo, all’utente, così l’utente poi ritorna, per rendere il “favore”.
Allo IAB a quanto pare parlano della marca. La marca, il tuo marchio, non te lo fai su Internet. Te lo fai in televisione. Lo dicono le statistiche, molto probabilmente. Fa niente: loro si incontrano tra di loro, parlano di loro, e se non hai capito, bhé, chiedi a loro. Ed è incredibile, anche per uno totalmente esterno a quelle cose lì, sentir dire certe cose. Non sarò un tecnico del settore (e meno male, a stò punto) ma almeno certe cose a me non passano manco pell’anticamera del cervello. Ma il mondo, virtuale o no, è bello anche perché vario.
Chiusa parentesi.
Godo come un riccio perché ho da ringraziare Google. Hanno fatto quel CSE una meraviglia. Se me lo dicevano prima! Ora vai di clic, bookmarks, aggiungi togli modifichi… quando ho visto in che modo funzionano i search refinements, ora, ho sorriso, e mi son detto che, cià, gli faccio un post in omaggio. Grazie!

[naturalmente(to be continued)]


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