Di solito Zdnet si distingue dagli altri siti di notizie riguardanti Google. Garrett Rogers e company, spesso, anche se non azzeccano lo scoop, ci arrivano molto vicino.
Quando Google ha lanciato la traduzione dall’arabo all’inglese e viceversa, è avvenuto un profondo cambiamento nei Translation Tools. Le parole, infatti, non vengono tradotte alla classica maniera (parola per parola) bensì seguendo le leggi della statistica. Una parola (o un’espressione) viene confrontata con altre uguali che sono state tradotte. A seconda della probabilità, verrà scelta la parola che è apparsa con maggiore frequenza su testi precedentemente tradotti… ehm…. se non mi son spiegato:
we feed the computer with billions of words of text, both monolingual text in the target language, and aligned text consisting of examples of human translations between the languages. We then apply statistical learning techniques to build a translation model
il sistema che traduce, in pratica, viene predentemente “educato” facendogli imparare il vocabolario e tutte le espressioni linguistiche, con l’immissione di testo non tradotto, e testo tradotto dall’uomo. E’ un po’ quello che succede con il Text-to-Speech: all’inizio il sistema viene educato con esercizi per tarare la nostra voce e permettere al sistema di ricevere informazioni che poi utilizzerà nel momento in cui sarà necessario (noi parliamo al microfono e il sistema scrive). E proprio come il text-to-speech, queste tecnologie, per ora, sono ben più poco di esperimenti (anche se molti programmi sono venduti a carissimo prezzo).
Rosetta-Stone è uno di quei sistemi che usa già questo approccio alla traduzione.
Il sunto: Google sta lavorando al proprio sistema di traduzione. E ne vedremo delle belle. Ne leggeremo, soprattutto, di tutti i colori della terra.
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