Non ho mai avuto molta fiducia nella scienza del Copyright. Intesa come “filosofia”, se fosse possibile.
Tant’è, i blogger, secondo me, è gente pronta, attiva, informata sull’argomento. Per svariati motivi. Il mio potrebbe essere quello della fissa della Condivisione. Io condividerei tutto. Aprirei al “pubblico” tutto. Ultimamente sono rimasto letteralmente affascinato da tutto ciò che può essere una pagina web salvata. Salvata sul disco, sul web, salvata dalla velocità impressionante di Internet, salvata dall’usura di un mouse, dalla mia sempre più fallace memoria.
Il web si ì ingrandito di botto, gigabyte pare essere il byte di qualche anno fa, e, spesso, non è sufficiente. Il tempo e lo spazio sulla Rete cambiano ogni giorno. Mi spiace se consideri una stronzatina quel numero crescente che vedi nella pagina iniziale di Gmail. Quello è il segnale. Il segno tangibile che la Rete è viva, cambia e si espande ogni santo giorno, ora, secondo. E cresce, quel numero, pare vada verso l’infinito. Spesso parlo di certi servizi web come di astronavicelle: Gmail, forse, è la cosa di Google che so peggio usare, ma che più rappresenta quel futuro un po’ visionario e spaziale. L’astronavicella Gimeil che si spinge, ogni giorno pello spazio infinito.
Già. Un sacco di spazio, e nello spazio si salvano le cose più disparate. A me piace riempire gli spazi vuoti con le pagine Web. Anche perché quelli che navigano da qualche anno, forse ricorderanno Clarence. L’angioletto. E, tornare indietro solo con la memoria è dura. Ma potremmo andare a ritroso nel tempo e andare ancora più in là: quante pagine hai perso? quante sono state bruciate? quante altre comprate e quindi eliminate perché scomode?
E’ da anni che ci penso. Salvare, il lavoro meraviglioso che fa WayBack Machine di Archive.org
ma non basta. Perché manca il lavoro dell’utente, manco io e te che ci piacciono cose differenti, della Rete. E io voglio salvare e condividere. Sia essa una news, un’immagine. Ecco, sull’immagine potrei incontrare i problemi di copyrights. Oppure condividere una pagina web in PDF, scaricabile da chiunque.
Purtroppo, però, quelli più “allenati” sanno dove stare, con chi stare e da chi è meglio star lontani.
Io, invece, ho scelto Google, come compagno di viaggio. Ho pensato non poco a certi problemi, ho scritto email e avuto risposte.
Quando chi viaggia con te è un buon compagno allora il viaggio è motivo di scambio, è momento in cui l’uno apprende dall’altro.
Son pirla, lo so. Arrivo davanti a Co-op e non riesco a cliccar nulla. Che utenti hai, Sergey?


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