Lui si chiama Bundoo. E’ indiano, un po’ fuori, e ci si conosce solo virtualmente.
Ci parliamo nell’Inglese che sappiamo, e, il più delle volte, ci capiamo pure
Ogni tanto, a dir la verità, mi lascia un po’ perplesso, perché tira fuori certe parole ed espressioni inglesi che mi dico “…mmah” (perché lui dice che scrivo bene in inglese… io…)

tant’è, naviga che rinaviga, stanotte mi son ritrovato davanti l’email colpevole di certi cambiamenti online ed offline. Da quella email in poi mi son sbattuto non poco a prender link, lavorarli, salvarli, metterli via eccetera. Virtualmente detto, quando ti accorgi che non usi la cartella Documenti da molto tempo, vuol dire che qualcosa in te è cambiato.
…
Bundoo, allora, mi scrive:
“caro… ecc ecc..
a quanto pare hai mollato Wordpress…
a quanto pare ora non pensi ad altro che a Google… Google dovrebbe avere qualcosa come minds.google.com o simile…”
Ci ho cliccato. Na. Google Minds, per ora, non esiste. Ma sarebbe, Google Minds, un laboratorio live di nuove idee Google, a cui possono accedere i Googler ufficiali sì, ma anche utenti che abbiano dimostrato una certa conoscenza del mondo Google.
Potrebbe integrarsi con il 20% a disposizione dei Googlers. Io, semplice utente che ho accesso ad un certo “Google Minds Project”, non posso avere accesso ad un altro Project. Se voglio entrare a farne parte, dovrò dedicare, anch’io, 20% del mio tempo dedicato a Google Minds, allo sviluppo del Progetto in cui desidero entrare.
In pratica, credo sia molto simile all’idea Google della gestione del tempo lavorativo… ma con una certa apertura verso l’esterno, e quindi verso me, semplice utente contento di Google.
A dire il vero si potrebbe spingere davvero l’acceleratore: creeremmo la Google University…


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