
Sergey, al talk, stamattina alle 4 e 25, continuava a trillare. Poi attaccava e richiamava. Non contento, mi è entrato nel server di Google Desktop e mi ha fatto popuppare un post del Google Blog Italia. Inutilmente, perché ancora leggermente brillo di heineken, non ho mosso un dito.
Sergey russa come non pochi, si sa, oramai: è Russo, nel senso che è nato in Russia da genitori Russi. Il suo viso te lo dice, pure, subito. Ha pure il naso russo. Dai, si vede. Perfettamente.
“Non fidarti mai di un russo, mai” mi disse una bella russa, Helena “jjjelena, si dice jjjelena”. Perché le ho chiesto, ridendo. Perché non ci trovo nulla di speciale nella mafia russa, nei siti russi, nella Gente freddissima nelle ciat calde, bollenti. Già, “sì sì, Jelena, mica mi fido, sai non m fido di nessuno io”, Jelena, manco di te che sei pure russa assai.
Sergey, ancora prima d’esser russo io l’adoro tutto quanto. Si vede da stò blog. E forse “adoro” è troppo ma il termine non mi viene, quello esatto. A me va bene anche “amo”. A me va bene tutto sulla parola chiave “sergey”. Io la sciolgo e la spalmo, me la gusto come zucchero e salatini, quando vado in centro per l’ape.
Sergey, fonda Google. E propbabilmente, quando gli girerà, l’affonda pure (parlo di google.com eh). Sergey non solo scrive le pagine, ci fa vedere un piede su Picasa Web, dice che poi su di lui, bhe, wikipedia, sì, un po’ di stronzate le dice. Ma tant’è –aggiunge, Wikipedia funziona. In linguaggio Google. E’ bello, IL Sergey, perché la sua faccia bianca (con pallozze rosse in stile Heidi, di tanto in tanto) assomiglia al logo di suo figlio. Un po’ bambino, bambinesco. Eppure, eppure.
Sergey è pure comunista, libero, miliardario, genio, fotografo. E qualche altra cosa che mi sfugge (sì, ch’è pure il miglior SEO mai visto). Sergey non è manco comunista, libero e miliardario. Sergey è solo Google, è molto gooooo. E’ Ser-GA.


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