guardavo, stanotte, triste, un semplice circuito fatto di led a luci rosse, fotocellule, piccole leve e canalini dove scorre, poi, il prodotto.
ricordavo, poi, stanotte, felice, che da bambino (e anche più avanti) quando mi annoiavo a scuola mi piaceva disegnarmi la mia “industria”. Disegnavo linee di produzione senza mai aver visto una fabbrica. Quello che ancora ricordo era la linea di produzione dello shampo con la melaverde, Campus credo.
Mega imbuti che sparavano liquido dal profumo forte e familiare dentro alle bottigliette verde pisello. Poi salivano, le bottiglie, su un nastrino in salita e facendo una parabola si ribaltavano per ordinarsi in un cartone. da lì a poco, un braccio meccanico avrebbe poi fatto un bancale ordinatissimo… lo potrei ridisegnare, quasi. (e) Son passati forse vent’anni, o qualcosa di più.
Ma stanotte, ancora Google non m’ha llasciato. Mentre guardavo i led accendersi e spegnersi ho pensato a chi trattava quel macchinario come un macchinario, come un ammasso di metallo. E allora ho sorriso. Sinapsi. Sinapsi, sempre sinapsi.
Ridevo perché ora, nel duemilasei, penso (un po’ come quando ero seduto al banco, annoiato e sperso nelle mie fantastiche linee di produzione) che esista un circuito di sinapsi nel mio, di Google. Nel senso che a me Google mi pare una cosa solamente, qualsiasi sia il prodotto che butta fuori, qualsiasi sia il nome che darà al prossimo servizio: sempre Google è.
Sebbene sia a conoscenza (malamente) che i Related Links (si posson cliccare quanto vuoi) guardino un qualche cookie mio, spesso e volentieri, sono a dir poco strabilianti. Perché son Google. Uno di quei servizi che pochissima gente usa, ma se inizia a conoscerli, bhé, è probabile che non lasci e che, anzi, prenda a cuore e ci si affezioni.
Certo, uso cose molto più in voga, di Google. Ultimamente mi diverto con le GooglePages. Utilizzo gimeil, ci mancherebbe. Potenzio il tutto con AdWords, quando ho dei soldi. Eppure, a me sembra tutto un Google solo. Ci deve essere, chessò, persino un collegamento tra la nascita del primo Google blog istituzionale europeo e la quarta vincita del mondiale, in salsa tricolor.
Ecco, anche, perché mi ributto in beta. Ecco, anche, perché sento che la mia vita non può che essere in beta. Ecco, infine, perché, sento Google dentro.


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