questo è Googlando.
e questo qui sopra è un AdWords.
detto mejjo:
questo blog sente puzza. di broociato.
attorno a sé, a me e a me stesso.
adoro il fuoco. quand’ero al militare, ho odiato il nonnismo, e l’ho preso a sberle, alquanto.
tranne una pratica, che secondo me era eccezionale:
prendere un commilitone. dormiente, in piena notte.
procurarsi dell’alcol. piano, con l’aiuto di qualcuno sollevare il letto ponendolo in uno spazio neccessario affinché con la bottiglia gli si possa tracciare un cerchio intorno (io ho modificato il cerchio: facevo la spirale). porsi al di fuori del cerchio e accendere.
è fantastico, se solo ci penso a me vien voglia di andare all’esseloonga e comprarne un carrello, di cerchi e spirali.
no, però: un attimo. io non son mai stato un nonno. mai. ho subito solo qualcosa del nonnismo, rispetto ai miei compagni. ma come me nessuno, e non posso dir altro.
che c’azzecca?
moltissimo.
così, Googlando, s’impara. A me mi sa che stò Googlando stìa chiudendo. A me piace Google. Più di tutto mi piace aiutarlo e giocare a nascondino, con lui. Appena lui mi trova io scappo. Google è un beneficio, mica solo un inventario.
Io vorrei sapere quanto ce l’hai grosso, Sergey, quel cervello. Chi ti ha partorito sarà sempre orgogliosa di te e della gioia e del potere che sai regalare, sorridendo.
se schiaccio off, mi spiace solo d’una cosa: che dovrò riscrivere un nuovo annooncio: perché AdWords è una stupenda macchina. E il googlelogo va letto. Con attenzione. Pesce, palla o Mondrian chessìa


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