1a ed ultima puntata
già che sono italiano, solo a sentire la parola “cassa” associata, per di più, a Google, mi vien da rabbrividire. seppoi mi parli di “tassa” allora oltre ai brividi è possibile che spenga il computer e che non lo riaccenda mai più.
Tags tags tags. Label. Etichetta. Semantico. Taxonomy. Noo, e io mi son stufato –anche se qualche tassa mi tocca pagarla lo stesso. Ma mi son rotto. Secondo me s’è rotto pure qualcun altro.
Un bloggerista buono ci dovrebbe stare attento, a sté cose. Un web-capo-mastro pure. Io no, l’ho fatto per un anno e di più. Solo che uso e amo Wordpress, quindi un po’ dovrei star zitto. E infatti io colla mia Wordpress non ci voglio parlar più, almeno, non così tanto:
“bravo, hai scritto un bel post! ora, dimmi, graande mago del web semantico, qual’è l’etichetta che vuoi dare a questo post?”
“…ma wordpress, te l’ho detto, sono indeciso… ecco, posso mettere l’etichetta ‘indeciso’?”
“ma certo, graande mago dei miei tag, ora dimmi, quale etichetta vuoi mettere a questo tuo post, oltre ad ‘indeciso’?”
“…ma wordpress, io sono indeciso sul serio, eppoi, ma lo dico solo a te, tutto st’etichettare servirà poi a qualcosa? non è che va a finire come all’esselunga, che dopo 10 anni di etichettatura, han licenziato la commessa e han comprato uno scanner pei codici a barre?”
“non ricominciare, graande mago della tagsonomia, tu sei il solito google fanatico, tu del vero Web non hai capito nulla”.
Da allora, io le etichette non le metto più, io non voglio esser licenziato, io voglio scrivere e basta. Sarà che “Mi sento fortunato”.
si ringrazia:
Wordpress.org per l’arredamento degli interni (e degli esterni)
Esselunga.it per il catering (ottimo, come al solito)
Centro didattico AdWords per la caffeina
Google Italia Blog per le parole chiave
Franz Beckenbauer per tutto il resto


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